Qual’è la differenza tra temperatura basale e temperatura corporea?

La temperatura corporea dell’essere umano

La temperatura corporea di un essere umano sano é compresa tra i 35° e i 37° C.

Ipotermia di 4.to grado . La temperatura corporea scende sotto 24°C.

Se la temperatura corporea dovesse scendere costantemente al di sotto del minimo di 35°C si parla di ipotermia a diversi stadi:

  • si inizia con brividi e sensazioni di freddo,
  • per poi arrivare a difficoltà motorie, pelle secca e fredda,
  • ad una riduzione di frequenza cardiaca e respiratoria,
  • a cui successivamente si aggiungono alterazioni dello stato di coscienza e
  • infine ad un’assenza di segni vitali approfondimenti

Ipertermia, quando la temperatura corporea sale sopra 37°C. A 45°C la morte è quasi certa.

Se invece la temperatura corporea dell’uomo dovesse salire sopra i 37° si parla di ipertermia o febbre.
Wikipedia definisce così i diversi stadi di ipertermia:

  • il primo si riconosce dallo stress da calore o esaurimento da calore; è caratterizzato da confusione, crampi muscolari e spesso nausea o vomito. A questo stadio iniziale la vittima suda copiosamente, per dissipare il calore corporeo in eccesso;
  • se l’esposizione al calore prosegue, condizione a volte favorita dallo stato di confusione, la temperatura corporea raggiunge l’intervallo dei 39-40 °C e si ha il colpo di calore vero e proprio, cioè l’ipertermia conclamata.
  • Una temperatura corporea sopra i 40° C mette a rischio la vita della vittima.
  • A 41 °C il cervello inizia a subire danni, e inizia il processo di morte cerebrale.
  • A 45 °C la morte è quasi certa.

Temperature interne oltre i 50 °C causano rigidità muscolare e morte immediata
approfondimenti: Wikipedia

Il benessere psicofisico dipende dalla variazione di pochi decimi di gradi centigradi (tra 35°-37°C).

Il benessere psicofisico dell’essere umano dipende quindi dalla variazione di pochi decimi di grado centigrado della sua temperatura interna.
Per mantenerla il più costante possibile c’è nel nostro corpo un apposito centro termoregolatore situato nell’ipotalamo.
Oltre alla variabilità individuale bisogna anche tenere conto che la temperatura corporea fluttua normalmente durante il giorno, con il livello più basso il mattino. Perciò una temperatura di 37,5 °C potrebbe essere febbre il mattino, ma non nel pomeriggio.
Inoltre possono intervenire altri fattori come la digestione, l’età, l’attività fisica e, nelle donne, il ciclo mestruale, infatti, il progesterone, prodotto durante l’ovulazione, aumenta la temperatura da 0,3 a 0,6 °C, senza dimenticare eventuali terapie farmacologiche. (tratto da Wikipedia)

I dati della temperatura corporea della donna sono uno strumento importante per il controllo della sua fertilità, purché la loro rilevazione venga fatta sempre alle stesse condizioni (valori di temperatura basale) e, visto che il range di variazione è ridotto a pochi decimi di grado centigrado, con strumenti ad altissima precisione.

La temperatura basale

Come si misura la temperatura basale

La temperatura basale (BBT: Basal Body Temperature) è la temperatura del corpo umano in stato di riposo e viene misurata immediatamente dopo il risveglio, prima di alzarsi e di compiere qualunque attività, come parlare, bere ecc.
Affinché la temperatura basale sia corretta, la donna, prima della misurazione, dovrebbe aver dormito per almeno 3 ore consecutive oppure per 4-5- ore complessive, purché l’ultima ora sia intera. Il sonno che precede quest’ora può anche esser stato interrotto o disturbato più volte.
Per poter utilizzare la temperatura basale per la determinazione indiretta dei giorni fertili e non fertili del ciclo della donna, è determinante che i dati della temperatura siano rilevati correttamente, con strumenti che garantiscano degli standard di precisione e di stabilità di taratura molto alti, come i termosensori installati sugli apparecchi Pearly e Ladycomp che sono 10 volte più sensibili e precisi di qualsiasi termometro reperibile nel commercio

Approfondisci: ricerche fatte su termometri usati per la temperatura basale:

La temperatura basale nelle diverse fasi del Ciclo Mestruale

Il ciclo ovulatorio – bifasico –

La prima fase del ciclo, follicolare o preovulatoria, inizia con l’arrivo delle mestruazioni. La concentrazione di progesterone presente in circolo è ridotta, e prevale la presenza degli estrogeni.
Nella fase preovulatoria le temperature si mantiene bassa, mentre dopo l’ovulazione, nella seconda fase del ciclo, luteale o postovulatoria, quando la concentrazione di progesterone aumenta notevolmente, anche la temperatura basale aumenta (tra 0,25° e 0,45°C) ed é, nella media, più alta rispetto a tutti i valori della fase preovulatoria, fino all’arrivo della mestruazione successiva.

In un ciclo ovulatorio normale quindi la temperatura basale assumerà un andamento cosiddetto “bifasico“, vedi l’immagine:

Temperatura basale ciclo bifasico

Il ciclo anovulatorio – monofasico –

Non tutte le donne sanno che mestruare non significa necessariamente ovulare. Nel caso in cui si verificasse un ciclo anovulatorio (senza ovulazione), la temperatura si manterrebbe costante durante tutto il ciclo, come nella fase preovulatoria, oppure avrebbe un andamento a montagna russa, senza possibilità di rilevare, il classico andamento bifasico: vedi l’immagine

Temperatura basale ciclo monofasico anovulatorio

Gravidanza o – ciclo trifasico –

In caso di gravidanza, la temperatura resta mediamente alta, anche nel giorno del presunto arrivo delle mestruazioni e, quasi sempre, si registra un ulteriore aumento di temperatura determinando così il cosiddetto andamento trifasico da gravidanza: vedi l’immagine

Se usi già Pearly o Lady-Comp puoi con la stampa dati vedere come l’elaborazione dati porta alla prognosi esatta dei giorni sterili (verdi), potenzialmente fertili (rossi) … per approfondimenti sulla stampa dati LINK

La temperatura basale e la contraccezione naturale con Pearly o Ladycomp

Pearly Lady-Comp modelli

Abbiamo visto che le variazioni di temperatura che avvengono all’interno di un ciclo mestruale, sono dettate dalle variazioni ormonali, sia estrogeniche che progesteniche, e subiscono un’aumento/abbassamento di 0,25°/0,45° nelle diverse fasi del ciclo. Queste variazioni avvengono, naturalmente, all’interno della temperatura corporea ottimale tra i 35° e 36,9°C.

La donna che utilizza Pearly o a uno dei modelli Lady-Comp, (vedi Pearly e Lady-Comp a confronto LINK) le indicazioni giornaliere non vengono influenzate da interpretazioni soggettive della donna, ma sono il risultato di sofisticati calcoli biomatematici, fatti dal software installato sugli apparecchi.

Questi dispositivi:

  • permettono la misurazione della temperatura basale attraverso la misurazione sublinguale
  • tengono in memoria i valori della temperatura basale misurati dalla donna,
  • eseguono innumerevoli calcoli delle medie delle temperature delle diverse fasi del ciclo e, sulla base dello storico, giorno dopo giorno, fino a 20 mesi indietro, e usano diversi parametri fissi e altri che variano da ciclo in ciclo e da donna a donna;
  • indicano la fertilità giornaliera e
  • fanno un computo previsionale del futuro andamento della curva termica .

Questi calcoli, tengono conto del tipico aumento individuale della temperatura, al momento dell’ovulazione.

Se al momento della misurazione, dovessero mancare i presupposti che la temperatura basale sia esatta, l’utilizzatrice ne è consapevole e per quel giorno specifico può evitare di misurare per non dare all’apparecchio dati errati. Se il valore misurato fa presumere la presenza di febbre, sul display appare una “F” (per indicare appunto febbre).

A differenza dei metodi manuali, quindi, i dispositivi Pearly e LadyComp, essendo dei computer, con un intelligenza artificiale, danno un indicazione di fertilità giornaliera corretta – affidabilità contraccettiva 99,3% con un Indice Pearl dello 0,7 -.
Approfondimenti sulla Sicurezza Contraccettiva LINK

Pearly e Ladycomp sono infine in grado di indicare, con certezza, in che fase del ciclo si trova la donna e se l’ovulazione è avvenuta oppure no.
Lady-Comp baby fornisce anche preziose informazioni, utili per la pianificazione di una gravidanza.
Approfondimenti su Come rimanere incinta con Lady-Comp baby. LINK

La Temperatura Basale utilizzata per la Contraccezione con metodi “manuali”

Metodo della “Temperatura Basale

Sulla Temperatura Basale si basano anche altri metodi naturali di regolamentazione delle nascite non sopportate dalla tecnologia e quindi manuali.

Tra questi esiste anche il “Metodo della Temperatura Basale”, che tiene conto unicamente delle informazioni provenienti da tale misurazione e, pertanto, indica solo a posteriori se e quando l’ovulazione è avvenuta.

Il “Metodo Sintotermico”

Il “Metodo Sintotermico“, invece, tiene conto di diversi altri segnali provenienti dal corpo della donna (muco cervicale, modificazione della cervice uterina), ed è in grado di individuare il periodo fertile, prima che l’ovulazione avvenga, e di confermare l’avvenuta ovulazione, appunto con la misurazione della temperatura basale.

La misurazione della temperatura basale avviene in questi casi con un normale termometro per via vaginale, rettale o orale e i valori della temperatura vengono registrati su un apposito grafico che l’utilizzatrice deve interpretare autonomamente.

Limitazioni e rischi di questi metodi “Manuali”

Alcuni limiti riguardanti i Metodi Manuali:

  • I termometri. Nessun termometro digitale per la rilevazione della temperatura basale manuale, attualmente in commercio, è certificato o riesce a garantire una stabilità sufficiente nella misurazione; ad eccezione dei termosensori usati dagli apparecchi Ladycomp e Pearly.
    I termometri analogici invece sono sia troppo lenti nella presa della temperatura che troppo “grossolani” o poco esatti nell’indicazione della temperatura (solo in decimi di gradi centigradi)
  • Interpretazione soggettiva. Il Metodo Manuale richiede che la donna interpreti autonomamente i risutati ottenuti e decida responsabilmente se è fertile oppure no.
  • Mancata esperienza: sono tanti fattori che possono portare a malinterpretazioni (raffreddore, febbre, infezioni in corso, misurazioni in orario diverso) che possono compromettere quindi la chiarezza e l’interpretazione della curva termica arrivando alla fine a conclusioni errate.

Utilizzando quindi i metodi “Manuali”, come sopra descritti, ci sono troppi fattori che limitano le interpretazioni e possono comportare prognosi di fertilità errate.